Fu un nuovo progetto per il settore discografico jazz italiano quello di FEDERICA GENNAI e FILIPPO COSENTINO dal titolo COME HELL OR HIGH WATER. Una ricerca che unisce le sonorità ed armonie tipiche del mediterraneo create dai molti colori della chitarra di Filippo Cosentino (acustica, elettrica e baritona), alla voce di Federica Gennai che talvolta si fa strumento, talvolta interpreta melodie che attingono dalla tradizione delle musiche dell’area mediterranea, ma anche influenzate dalle atmosfere del jazz europeo. La dimensione compositiva è, per entrambi, un mezzo per esprimere se stessi, il proprio background ed il proprio percorso di vita
ARMELO COGLITORE con ISTANT GROOVE fuse l’improvvisazione ai tre elementi che fanno parte dell’asse portante della maggior parte della letteratura musicale classica e contemporanea: la composizione, l’arrangiamento e la direzione d’orchestra. Ciò che rende interessante il progetto del sassofonista siciliano è che tutti e tre gli aspetti sono totalmente improvvisati, dando però la sensazione all’ascoltatore che la musica sia scritta, arrangiata e diretta. L’improvvisazione è composizione in tempo reale, e in questo album gli avvenimenti espositivi dell’assolo possono essere assimilabili agli elementi tematici di una composizione. L’arrangiamento e la direzione sono collegate dalla conduction (conduzione improvvisata attraverso un protocollo di segni dati dal conductor), grazie alla quale il viaggio musicale prende strade sempre nuove, dando alla performance una freschezza che genera l’aspetto forse più importante del jazz: la sorpresa. In questo album Coglitore ha deciso di condividere le sue idee musicali con Giacomo Tantillo alla tromba, Pino Delfino al contrabbasso e Francesco Cusa alla batteria
RAW FRAME. un trio jazz-rock di Milano con da Andrea Bolzoni alla chitarra elettrica, Salvatore Satta al basso elettrico e Daniele Frati alla batteria. Con l’album SIDE SIGHT i Raw Frame hanno fatto della purezza del suono la propria cifra distintiva, valorizzando nelle proprie composizioni riff, colori e brevi cellule melodiche, in una continua opera di sottrazione sospinta da un solido interplay. I brani della band, tutti originali, attingono a piene mani dalla lezione del minimalismo e del jazz europeo contemporaneo, alternando temi essenziali e figure ritmiche ripetute a strutture aperte e ampi spazi d’improvvisazione, in cui la chitarra di Bolzoni assume un ruolo preponderante. Dalle semplici progressioni di Retell al ritmo incalzante di Sunny Cloud, l’originale matrice jazzistica della formazione si nutre sempre più di influenze pop e post-rock, esplora le qualità timbriche di ciascuno strumento e prova ad abbandonare le nicchie di genere
ELEKTROSHOT di ATTILIO PISARRI fu un progetto nel quale l’autore compose secondo un’idea molto precisa: far convivere nella stessa scrittura elementi propri del songwriting più funk e rock (soprattutto mediante l’uso di riffs), poliritmie e modulazioni ritmiche, ampio uso dell’elettronica, armonie talvolta rarefatte e talvolta più “jazzy”, melodie incisive ed ascoltabili. Effettistica ed elettronica sono impiegate come elementi portanti dell’arrangiamento, e non come semplici colori. La struttura dei brani è pensata in modo “polifonico”, come intreccio e sovrapposizione di quattro linee differenti, a volte convergenti ma a volte pesantemente divergenti e pure in equilibrio tra loro. Per realizzare questo progetto Pisarri si è avvalso della collaborazione di Andrea Bombardini al basso elettrico, Phil Mer alla batteria e Michele Polga al sax

